Resto al Sud 2.0: la leva Invitalia per nuove imprese e innovazione in Sicilia

Nel secondo semestre del 2025 Invitalia ha rafforzato il pacchetto di incentivi nazionali destinati al Mezzogiorno, con misure pensate per sostenere la nascita di nuove imprese, l’innovazione e lo sviluppo delle PMI. Tra queste, il bando “Resto al Sud 2.0”, pubblicato lo scorso 15 ottobre, rappresenta uno degli strumenti più rilevanti per chi vuole investire e fare impresa in Sicilia.

La misura si inserisce in una strategia più ampia di riequilibrio territoriale e punta a trasformare idee imprenditoriali in progetti concreti, capaci di creare occupazione e rafforzare il tessuto produttivo locale.

“Resto al Sud 2.0” mette a disposizione incentivi finanziari per la creazione e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali, con una combinazione di contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati.
L’obiettivo è duplice: da un lato favorire l’avvio di nuove imprese nel Mezzogiorno, dall’altro sostenere progetti di crescita e innovazione per realtà già avviate, con particolare attenzione ai settori ad alto valore aggiunto e alle iniziative con contenuto tecnologico.

Per la Sicilia, il bando rappresenta una leva importante per attrarre investimenti, trattenere competenze sul territorio e sostenere la transizione verso modelli di business più moderni e competitivi.

Il bando distingue coloro che possono partecipare: Soggetti Proponenti e Soggetti Aderenti. I primi sono le imprese o i team imprenditoriali che presentano il progetto principale e coordinano l’iniziativa. Rientrano in questa categoria sia nuove imprese da costituire sia imprese già attive che intendono sviluppare un nuovo programma di crescita o innovazione. Devono avere sede o unità operativa nel Mezzogiorno e rispettare i requisiti dimensionali previsti per le PMI. I Soggetti Aderenti sono le realtà che partecipano al progetto in forma aggregata o in collaborazione con il soggetto proponente. Possono essere altre PMI, startup, professionisti o soggetti dell’ecosistema dell’innovazione, coinvolti per rafforzare il contenuto tecnico, commerciale o organizzativo dell’iniziativa.

Tra i requisiti principali figurano la solidità del progetto, la sostenibilità economica e finanziaria e la coerenza con gli obiettivi di sviluppo del territorio. È prevista inoltre una particolare attenzione ai giovani imprenditori e alle iniziative capaci di generare nuova occupazione.

“Resto al Sud 2.0” non è solo un incentivo finanziario, ma uno strumento di politica industriale. Per la Sicilia significa rafforzare l’ecosistema dell’innovazione, stimolare la nascita di nuove imprese e sostenere la crescita di quelle esistenti.

Il bando favorisce l’incontro tra capitale umano, idee imprenditoriali e risorse finanziarie, creando le condizioni per aumentare la competitività del sistema produttivo regionale. In un contesto in cui il divario con le aree più sviluppate del Paese resta un tema aperto, misure come questa puntano a rendere il Mezzogiorno più attrattivo per chi vuole fare impresa e investire nel medio-lungo periodo.

Il bando prevede finestre temporali per la presentazione delle domande, secondo le modalità stabilite da Invitalia. I programmi finanziati hanno una durata pluriennale, con tempi definiti per l’avvio delle attività, la realizzazione degli investimenti e il raggiungimento degli obiettivi previsti dal progetto.

La domanda deve essere presentata esclusivamente online, attraverso la piattaforma Invitalia, allegando il piano d’impresa e la documentazione richiesta. Le proposte vengono valutate in base a criteri di qualità, fattibilità e impatto economico sul territorio.

Per imprenditori, investitori e professionisti, “Resto al Sud 2.0” rappresenta una delle principali opportunità per avviare o rafforzare iniziative imprenditoriali in Sicilia.
La sfida, come sempre, sarà trasformare le risorse disponibili in progetti solidi e duraturi. Ma il segnale è chiaro: il Mezzogiorno, e la Sicilia in particolare, tornano al centro delle politiche nazionali per lo sviluppo d’impresa.